
Questa mattina al risveglio, prima di posare i piedi per terra fuori dal letto, ho approfittato dei ritmi lenti della vacanza per guardare un po’ nel vuoto e ripensare ai sogni della notte. Come sempre finisco per fare una noiosissima lettura della mia noiosissima vita in un noiosissimo modo che mi caratterizza: rimugino. Pensa che gioia svegliarsi con me accanto!
Comunque la mia rimuginazione mattutina è finita con il computo delle radici: questa c’è, questa c’è, insomma anche questa però mi sembrano pochine… oh cazzo… ne manca una!
Nella notte o prima, ci deve essere stata una potatura. Noooooooo!
Ma perchè non mi lasciate stare e così posso vivere in pace con le mie radicette???
Insomma quella mancante all’appello è una radicina che tenevo attaccata da più di 10 anni, un rapporto che ho sempre creduto un po’ magico e un po’ sacro, quelle persone che sono nella mia vita senza un vero motivo ma che in tanti momenti hanno rappresentato una esistenza incisiva accanto alla mia. Bhe, evidentemente, vista l’attuale potatura, sto dicendo cazzate. Non era tutto ciò altrimenti sarebbe rimasta lì dov’era.
E mi ci ero anche un po’ affezionata, a capitoli innamorata, e poi ci avevo fatto conto, come con quelli che ti dicono “io ci sono, conta su di me”… e io l’avevo fatto. Poi l’avevo ben protetta questa radicina dalla realtà che vivevo e quindi poteva dire o fare laqualunque e per me andava sempre bene. E poi giustificata e poi le avevo pure creduto quando mi diceva quanto mi amasse. E poi una sfalciatina, un’altra sfalciatina e distanza di forse 11 anni, nel corso dell’ultimo, un bel taglio netto. Ho cambiato il nome in rubrica da “wonder” a “ricordati di mandarla affanculo”… eh magari si facesse sentire ancora, manco la soddisfazione.
Però quando al conteggio ne manca una c’è sempre un po’ di tristezza, allora passo qualche giornata a guardare il mare e ricordare tutti i bei momenti passati insieme, come in uno di quei funerali all’americana nei quali tutti raccontano quanto fosse delizioso il defunto, quante cose belle avesse fatto e quanto contasse affettivamente per tutti. E poi lascio sciogliere la lacrimuccia e alla fine di questo faditico funerale american style mi tornano in mente le parole di Raphael Bob-Waksberg quando in “qualcuno che ti ami in tutt la tua gloria devastata” quando, alla fine di un racconto che parla di due che si conoscono sulla metro, non hanno il coraggio di parlarsi e continuano a fare su e giù su quella stessa linea metro per 60 anni:
“Invece no, te n’eri andata. E mi sono reso conto che probabilmente non ti avrei più rivista. E ho pensato a quant’è incredibile che tu possa conoscere qualcuno per sessant’anni eppure non saperne nulla“… anche se il sesso era fenomenale!

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